DEMOLIZIONE EX CANTINE CAVIM

Giangregorio Geom. Fabio
Direttore Tecnico di Esplodem Service, Modena

1. CONTESTO

Sin dal gennaio del 1961 e per decenni, le “ex cantine Cavim “ hanno tenuto in attività la trasformazione, la conservazione e la commercializzazione dell’ uva .
La Cantina venne costruita nella fertile pianura bolognese, ai limiti dei comuni di Castel San Pietro – Castel Guelfo – Medicina, sul territorio di Castel Guelfo.

La demolizione si è resa necessaria affinché la SCR Costruzioni Generali Srl di Castel Guelfo (BO), importante realtà costruttiva locale, potesse avviare la realizzazione di altre attività industriali.

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Il contesto lavorativo: in rosso l’area di cantiere, in giallo le zone di confine monitorate. A Santuario cinquecentesco della Madonna di Poggio. B Abitazione privata. C Attività industriali.

2. SCELTE DI DEMOLIZIONE

Da parte delle imprese committenti, a seguito di una attenta valutazione tecnico-economica, la scelta per la messa a terra delle vasche è ricaduta sull’utilizzo dell’esplosivo, affidando tutte le operazioni di carattere   burocratico e pratico alla ESPLODEM Service di Modena.
In concomitanza con le prime demolizioni dei corpi bassi, eseguite dall’ impresa GIORDANI Anselmo e Dino snc di Medicina (BO), sono iniziate le fasi preparatorie per l’intervento esplosivo. Dopo aver isolato i corpi, le 78 vasche componenti la struttura  si presentavano in tutta la loro rigidezza, rappresentando la vera ossatura di queste due realizzazioni gemelle e contigue.

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I silos da abbattere

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I silos da abbattere

L’altezza totale sfiorava i 25 mt mentre la lunghezza superava di poco i 35 mt. con le dimensioni dei moduli cubitali in cemento armato che erano circa di 4 metri ripetute costantemente per tutte e tre le dimensioni.

L’intervento si è articolato in cinque fasi distinte:

  • 1^ fase (prima del 28/08/2006)
    Sono avvenute le demolizioni con mezzi meccanici dei capannoni bassi intorno ai silos e le perforazioni dei silos.
  • 2^ fase (il 28/08/2006)
    Demolizione con esplosivo del primo corpo di fabbrica
  • 3^ fase (dal 28/08/2006 al 03/09/2006)
    Pinza demolitrice al lavoro sul materiale abbattuto
  • 4^ fase (il 04/09/2006)
    Demolizione con esplosivo del secondo corpo di fabbrica
  • 5^ fase (dopo il  04/09/2006)
    Pinza demolitrice al lavoro sul materiale abbattuto

La dinamica del crollo è avvenuta tramite la tecnica del ribaltamento. In accordo con le committenti si è scelto di eseguire l’abbattimento distanziando di qualche giorno i due interventi questo per evitare uno sgradevole accavallamento delle strutture.

3. L’INTERVENTO

La componente strutturale di ogni modulo, aveva come risultante una evidente condizione iperstatica. Si è reso necessario l’ eliminazione degli appoggi tramite microcariche esplosive opportunamente dimensionate e collocate nelle perforazioni precedentemente eseguite.

La conformazione strutturale con paretine da 15 cm ci ha obbligato ad una perforazione in parete escludendone una longitudinale con carotaggio.La realizzazione dei fori (Ǿ 32 mm) è stata eseguita con martelli perforatori ad aria alimentati da un motocompressore dalla portata di circa 7.000 litri.

Pur essendo le 2 strutture speculari sono state intagliate diversamente. Infatti nel primo caso il cuneo è stato formato in prossimità del primo piano. Questo accorgimento è stato adottato al fine di accorciare la caduta della struttura in modo tale da scongiurare l’ invasione in strada della stessa, al di sotto della quale vi attraversava la conduttura del gas.

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Perforazioni a cuneo alto per accorciare la corsa del 1° ribaltamento del 28/08/2006

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Perforazioni a cuneo tradizionale alla base del 2° ribaltamento del 04/09/2006

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La realizzazione dei fori perimetrava la zona da eliminare. Abbiamo eseguito una maglia tale da permettere un immediata mancanza di appoggio nel momento del brillamento. La carica di ogni foro è stata collegata tramite  miccia detonante, a sua volta innescata da detonatori elettrici ad alta intensità.

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La sequenza del 1° crollo – 28/08/2006

Nel secondo caso si è potuti operare nel modo classico creando il cuneo alla base della struttura.

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La sequenza del 2° crollo – 04/09/2006

Abbiamo utilizzato esplosivi gelatinosi a base di nitroglicole confezionato in cartucce con diametro di 25mm caricato in fori e fatto brillare tramite un sequenza di soli 2 tempi microritardati per brillamento.

4. FASI CONCLUSIVE

Già un paio di anni prima avevamo avuto modo di collaborare con il Comune di Castel Guelfo per gli identici motivi di questa demolizione; infatti nell’ estate 2004,  e nel cortile di una casa, il protagonista da abbattere era una torre piezometrica in disuso. Anch’essa era vicino la locale strada ed anche in quella occasione si sono rese necessarie le semplici procedure di sicurezza attuate in collaborazione con le forze locali.

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Sequenza demolizione di una torre piezometrica nel Comune di Castel Guelfo nell’estate 2004
SCHEDA TECNICA + VIDEO + INFO

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Si sono attuate le stesse operazioni in collaborazione con le forze dell’ordine locali. che prevedevano la temporanea chiusura della vicina strada provinciale limitata al traffico per circa 5 minuti.

Poche decine di minuti prima del brillamento sono state avvertite nuovamente tutte le persone confinanti con il cantiere. Nella  zona industriale circostante non sono state necessarie evacuazioni. (Fig. 1 lett. C) Le attività vicine sono rimaste in normale esercizio oppure  se le hanno interrotte è stato solo per la curiosità personale di assistere a ciò che in realtà è stato per tutti un evento.

Il punto strutturalmente più vigilato, a circa 150 mt di distanza era il Santuario della Madonna di Poggio Piccolo risalente al 1500.(Fig.1 lett. A) Essa è stata monitorata con  strumenti che non hanno rilevato alcun valore anomalo.

Allo stesso modo l’abitazione privata (Fig. 1 lett. B) non ha ripportato alcun danno.
Il materiale crollato è stato completamente ridimensionato sul posto tramite due macchine operatrici: un CAT 320 con benna e CAT 325 D con pinza frantumatrice.

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L’operazione di recupero sul posto ha permesso di immagazzinare il prodotto finale vagliato dai ferri di armatura permettendo di riutilizzare tutto il riciclato recuperato per le esigenze di cantiere.

In conclusione possiamo affermare  le fasi operative hanno dato risultati che hanno rispettato in maniera soddisfacente tutti gli obiettivi proposti.